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Via del Sacro in Valgobbia
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Dislivello in salita: m 3.000  -  Lunghezza: Km. 38 - Difficoltà: E   Variante alta del sentiero 3V:  EE
Località  Dettagli Altitudine mt.   Accesso con il sentiero Foto
Chiesa Parrocchiale di Pieve   492 363
Chiesetta Madonna di Lourdes   642 363
Santuario San Bernardo   800 363
Piass dei Grì   661 367
Santella dei Giori   820 362
Santuario di Sant'Emiliano   1.102 362
Chiesetta della Madonna al Campo di Gallo   1.300 3V
Cappella di Santa Barbara   1240 3V
Madonna al Dossone di Facqua   1.299 3V
Eremo di San Vigilio   1.120 370
Cristo dei Monti   742 370
Santella della Guardia   650 370
Giaciglio di San Costanzo   1.060 3V
Eremo San Giorgio   1.125 3V
Santuario di Conche   1.093 374
Cappella di Sant Apollonio   970 374
Santella di San Carlo   870 374
Cappella ai Caduti e Dispersi di guerra   1.000 371

    La Via del Sacro inizia dalla frazione Pieve di Lumezzane con la sua Parrocchiale e l’antico Battistero risalente al XIV secolo. Prendendo il sentiero 363 all’inizio di una scaletta si sale con strada e poi con sentiero alla chiesetta della Madonna di Lourdes che conserva al suo interno la memoria dei caduti e dispersi di tutta Lumezzane nella II guerra mondiale (lapidi rispettivamente a sinistra e a destra dell’altare). Seguendo il sentiero, discretamente ripido, si raggiunge quindi il vasto prato con castagni secolari con la Chiesa di S.Bernardo e il vicino Osservatorio Astronomico “Serafino Zani”. Il Santuario, risalente al XVI secolo, sorge al limite di un ripiano prativo verso la valle. E’ del tipo a capanna, preceduto da un pronao; all'interno, quasi spoglio, una pala con la Madonna e S.Bernardo e qualche residuo di vecchi affreschi nell'abside.

    Proseguendo, superata la malga sul sentiero 362, si incontra la Santella dei Giori, costruita in virtù di una promessa di devozione, e, dopo circa 20 minuti la località Grassi da dove si sale al Santuario di S.Emiliano. Fu fondato in epoca medievale nelle vicinanze dei ricchi pascoli dei Grassi e di Paér e dovrebbe risalire al XII secolo. La prima proprietà del luogo è attribuita al monastero di Sant'Eufemia oppure a quello di Santa Giulia o ancora al monastero di Bobbio. Probabilmente però fu l'ordine dei frati Umiliati, dedito a pastorizia e lavorazione della lana, ad insediare qui un santuario; nel XVI secolo sicuramente apparteneva a quest'ordine. A pochi minuti si può cercare l’isolata Grotta di S.Cecilia (antica leggenda locale). Ritornati ai Grassi, dalla Forcella del Vandeno, si sale fino alla cima del Sonclino e, proseguendo ora sul sentiero 3V, si raggiunge la chiesetta della Madonna al Campo di Gallo che ha al suo interno una lapide con i nomi dei partigiani caduti in occasione della battaglia del Sonclino del 19 aprile 1945.

    Dopo circa mezzora si raggiunge la chiesetta di Santa Barbara con un bellissimo panorama che domina tutta la Val Gobbia. Riprendendo poi il sentiero 3V, passando in località Passate Brutte, si sale per la cresta del Ladino fino a raggiungere la statua della Madonna di Facqua posta dai devoti di Lumezzane a protezione della cittadinanza. Seguendo sempre la cresta, dopo Punta Camoghera, si lascia il sentiero 3V per prendere il 370 che ci condurrà al solitario eremo di S.Vigilio. Isolato, su un cocuzzolo tra i faggi, ricco di ex voto e costruito per volontà di S.Vigilio, Vescovo di Trento, evangelizzatore della Valsabbia. La leggenda vuole che nella cisterna del santuario venissero al mondo i neonati del paese, prelevati dai padri mentre le madri sorseggiavano un caffè con la “levatrice”. Sempre con il sentiero 370 si scende quindi al Passo del Cavallo dove è stata eretta, alla fine degli anni sessanta, la singolare chiesetta dedicata al Cristo dei Monti; qui vi era, fin dai tempi antichi, una grande Santella costruita per la memoria religiosa dei viandanti; era chiamata “hantèl del cauàl”.

    Ripreso il percorso si segue ora il 3V raggiungendo, su uno spuntone di roccia, l’eremo di S.Giorgio. Già nominato nel 1291 da una bolla del Papa Nicola IV, conserva affreschi ex voto degli inizi secolo XVI. Nella facciata si apre un portale in stile rinascimentale in pietra di Botticino con architrave e mensole a voluta. Proseguendo sul sentiero per 20 minuti si raggiunge il Santuario di Conche dedicato a S.Costanzo. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad un convento dell'Umbria; antico monastero dedicato alla Madonna ed eretto dall'eremita S.Costanzo che lo fece consacrare tra il 1110 e 1116 dal Vescovo Arimanno. Nella navata minore vi è un altare con la statua di S.Costanzo, in fondo alla navata il pittore Trainini ha ripetuto lo stesso soggetto sulla pala dell'altare maggiore; anche il vicino ex convento rende vivamente suggestivo questo complesso. Salendo poi alla Croce posta sopra il vicino dosso si può apprezzare anche dall’alto l’armoniosa architettura del complesso di Conche e vedere quasi interamente Lumezzane, la lunga cresta del Ladino, numerose vette delle Alpi e Prealpi e, in giornate limpide, il gruppo del Monte Rosa. Vicino al Santuario è stato collocato dai gruppi alpini della zona il Monumento all’Alpino a ricordo della battaglia di Nikolajevka.

    Scendendo ora sul sentiero 374 si incontra la Cappelletta di S.Apollonio (Hantèl de la caha), con la sua limpida e freschissima sorgente oggi trasformata in fontana. Subito dopo si incrocia la Santella di San Carlo, legata al ricordo di S.Carlo Borromeo che qui avrebbe sostato nella visita alla Diocesi di Brescia nel 1580. L’ultima tappa è la chiesa dedicata ai caduti e dispersi in guerra custodita dal Gruppo Alpini di Lumezzane S.S. che si trova in località Poffe Alte ed è raggiungibile con il sentiero 371 oppure direttamente in auto.

     

    Da ricordare inoltre nelle vicinanze della località Cocca la presenza della Chiesa di San Giacomo in località Poffe e l’antica chiesa di S.Onofrio sulla sommità del Monte Spina (con antichi affreschi). A circa 1.000 metri di altitudine, con vasto panorama verso la città di Brescia, risale al XV secolo. Contiene un affresco della Madonna con il Bambino, attribuita al Foppa ed un ciclo di affreschi di inizio secolo XVI con scene della vita di Sant’Onofrio, attribuiti alla scuola del Romanino. In frazione Faidana va ricordata anche la Chiesa di Santa Margherita; citata nel 1567 negli atti della visita pastorale compiuta dal vescovo di Brescia mons.  Domenico Bollani, risultò poi riedificata nel 1625, ma nel 1634 il vescovo Vincenzo Giustiniani impose di completarla, con lavori che si conclusero nel settembre 1674.

    Da segnalare anche la deviazione per la chiesetta di Pias dei Grì raggiungibile dalle frazioni Fontana e Renzo, all’interno dell’area pic-nic ripristinata recentemente dalla Sezione C.A.I. Lumezzane.

    (testo del 14 agosto 2017)